
REGGIO CALABRIA – ''L'intervento, necessario e a tutela della salute dei cittadini, della Procura di Paola sui depuratori del basso Tirreno, dimostra il totale fallimento della gestione nella depurazione delle acque e nel ciclo integrato dei rifiuti da parte della Regione e della Provincia di Cosenza''. Lo dichiara, in una nota, il capigruppo dell’Udc in consiglio regionale Michele Trematerra. ''Regione e Provincia - prosegue il comunicato - sono incapaci di fare fronte alle loro competenze: il Tirreno cosentino si presenta con una triste patina di sporco che rischia di mandare a gambe all'aria gli innocenti operatori turistici''.
''Dopo altri lunghi quattro anni di gestione commissariale del Governatore - aggiunge la nota - e dopo un quinquennio di consiliatura provinciale, il dato che emerge, purtroppo, e' una totale incuria logistica e una sottovalutazione piena del problema, con una deresponsabilizzazione che vorrebbe, ingiustamente, scaricare sui sindaci le colpe ed i ritardi degli enti superiori''. ''Ad inizio legislatura - si aggiunge nel comunicato - il presidente Loiero scrisse una lettera al Corriere della Sera scusandosi per il triste spettacolo del mare inquinato e promettendo che la sua esperienza di governo avrebbe garantito ai cittadini ed ai turisti un'agibilita' piena e reale del patrimonio naturale calabrese. Il consuntivo, a quattro anni di distanza e', invece, triste e desolante ed accomuna nelle responsabilita' gestionali la Provincia di Cosenza, da cui dipendono le Ato e che ha tra le sue prerogative istituzionali quella del ciclo integrato delle acque di smaltimento''. ''Presumiamo - aggiunge la nota - che anche su questo terreno si parlera' di passato, alla ricerca di un alibi di comodo che giustifichi un presente fatto di inerzia e di passivita', magari coinvolgendo parossisticamente un ente come la Provincia governato ininterrottamente, da 35 anni, dalla sinistra''. ''Cio' che appare chiaro ed evidente ai turisti, ai pendolari ed agli abitanti cosentini e calabresi - conclude il comunicato - e' questa plastica raffigurazione del niente, che caratterizza l'incapacita' di porre rimedio all'inquinamento di una costa un tempo fonte di ricchezza e di occupazione ed oggi relegata ad un ricettacolo di inquinamento diffuso''.









