
REGGIO CALABRIA – ''Ho appreso con soddisfazione, insieme a tutti quanti, come me, credono davvero nel regionalismo e nell'autonomia delle Assemblee regionali, che la Corte Costituzionale ha bocciato i tagli imposti alla rete scolastica''. Lo afferma in una nota il consigliere regionale e segretario dell'Udc della Calabria, Francesco Talarico, il quale si dice compiaciuto dalla sentenza della Consulta sul decreto-Gelmini. ''La sentenza della Corte Costituzionale - aggiunge - conferma la giustezza e la validita' del mio impegno contro il frettoloso recepimento della legge attuato in Calabria dall'assessore Cersosimo e dalla giunta Loiero, una scelta irresponsabile, tra l'altro compiuta in controtendenza con tutte le altre Regioni che, come la Puglia e la Lombardia, non hanno tagliato una sola istituzione scolastica.
Per fortuna la mia battaglia su questo fronte, cominciata a marzo, si e' tradotta con successo nell'Aula consiliare il 29 maggio scorso in un emendamento, mio e del collega Antonio Borrello del Pd, approvato all'unanimita' dall'Assemblea, pur col parere contrario dell'assessore Domenico Cersosimo. In sostanza siamo riusciti a far approvare, con un significativo voto unanime dell'Aula, un emendamento che oggi si conferma in perfetta coerenza col pronunciamento della Corte Costituzionale''. ''Abbiamo inserito, infatti, nella norma regionale - prosegue Talarico - attraverso il Collegato alla legge finanziaria, un freno ai tagli e agli accorpamenti degli istituti scolastici ponendo un argine, una salvaguardia per le province il cui territorio e' per almeno un terzo montano, in cui le condizioni di viabilita' statale e provinciale siano disagevoli e in cui vi sia dispersione e rarefazione di insediamenti abitativi. A queste abbiamo assicurato delle deroghe automatiche ai tagli previsti per le scuole montane, particolarmente falcidiate in Calabria, per responsabilita' della riforma Gelmini ma anche delle scelte effettuate dalla Giunta Loiero che hanno reso la nostra la prima Regione con il piu' alto tasso di tagli, di autonomie scolastiche, pari al 35 per cento''. ''Abbiamo, in pratica - conclude - difeso la scuola calabrese e il pieno esercizio della stessa autonomia della Regione che adesso ha trovato anche pieno riconoscimento nel pronunciamento della Consulta''.









