
(ANSA) - REGGIO CALABRIA - ''In questa congiuntura particolare, difficile per la politica italiana e le Istituzioni, occorre non agire sulla base di pregiudizi o scelte assunte
aprioristicamente, ma valutando, attentamente, programmi ed azioni politiche''. E' afferma in una nota il capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale, Pasquale Tripodi. ''Al primo posto - aggiunge - della nostra scala di priorita', ci sono i problemi e le aspettative delle persone, non i disegni di questa o quella aggregazione. La storia dell'Udc va in questa direzione e il suo sottrarsi ad ogni condizionamento pregiudiziale fondato su formule astratte, alcune delle quali tra l'altro gia' logorate nella loro pratica attuazione, e' il suo piu' importante punto di forza. Per quanto ci riguarda direttamente, da meridionali, siamo inoltre fermamente convinti che il Paese e le sue classi dirigenti debbano non lavorare contro una parte consistente e storicamente fondamentale della loro storia, ma piuttosto per rafforzare cio' che unisce questo Paese anziche' cio' che rischia di frantumarlo e renderlo definitivamente periferico in Europa''. ''Dopo la conferenza stampa - porsegue Tripodi - che ho tenuto ieri a Palazzo Campanella, registro che sulle posizioni di Cesa, Casini e del gruppo dirigente dell'Udc converge un grande entusiasmo, sia a Reggio Calabria che nella provincia, per la nascita del Partito della Nazione ufficializzato di recente a Todi. Si tratta di un processo politico innovativo quanto inarrestabile, la cui prima fase si concludera' il 30 novembre con la chiusura del previsto tesseramento. Trovo, e lo dico senza venature polemiche ma semplicemente per tentare di tenere alto il confronto e non farlo deragliare dalle tesi e dagli orientamenti generali dei nostri leader nazionali, singolare che ci si possa meravigliare di alcune posizioni da me indicate nella maniera piu' leale e trasparente. Il Paese ma anche la Calabria e le sue citta', hanno bisogno di una politica che, nel rispetto dei principi fondamentali della Costituzione, diano risposte agli imprenditori onesti, agli anziani, ai giovani, alle donne. D'altronde, il 'manifesto' per la nuova Italia, con cui noi centristi abbiamo imboccato il percorso che ci portera' al Partito della Nazione in questo senso e' inequivocabile. Soprattutto laddove si ricorda a ciascuno di noi che molti aderenti provengono da esperienze diverse, sebbene accomunati da una visione cattolica e riformista della politica e che appunto per questo si e' deciso di ''proporre una nuova casa politica a tutti i popolari, i liberali, i moderati e i riformisti italiani che avvertono con preoccupazione il vuoto etico e politico sul quale si basa l'attuale sistema dei partiti''. ''Se poi - conclude Tripodi - si considera lo stesso 'manifesto', dove si sostiene espressamente che ''la cosiddetta Seconda Repubblica e' fallita, perche' non ha saputo ricostruire il corpo e l'anima della nostra democrazia e non ha creato le basi di un nuovo patto istituzionale tra gli italiani'', ci si puo' rendere conto della completa giustezza delle mie asserzioni ed anche, in questa fase complessa per la provincia di Reggio e della Calabria nella sua interezza, delle mie motivate preoccupazioni''.