
(ANSA) - REGGIO CALABRIA - Francesco Talarico dell'Udc, e' il nuovo presidente del Consiglio regionale della Calabria. E' stato eletto con 32 voti, due in piu' di quanto disponibili nel
centrodestra. Le schede bianche sono state 17 e le nulle una. ''Signor presidente della Regione, onorevoli colleghi - ha detto Talarico nel suo intervento - e' con profonda emozione che mi rivolgo a voi per un doveroso indirizzo di saluto in apertura della IX legislatura. Sono onorato della fiducia che mi avete voluto accordare, affidandomi la Presidenza di questa istituzione, e ringrazio in primo luogo coloro che mi hanno proposto e votato, e cioe' i colleghi della maggioranza e il nostro presidente, Giuseppe Scopelliti, ma anche quanti, con scelta che merita pari rispetto, non hanno ritenuto opportuno esprimersi favorevolmente. Permettetemi di rivolgere, in apertura del mio intervento - ha sostenuto - un pensiero ad un amico e collega Francesco Fortugno, ucciso nella passata legislatura durante lo svolgimento della sua attivita' politica, che ha lasciato un profondo vuoto in tutti noi che abbiamo avuto l'onore e il piacere di conoscerlo. Un saluto particolare a tutti i Presidenti del Consiglio regionale che mi hanno preceduto, a cominciare da quelli presenti qui oggi con noi in quest'aula: Giuseppe Scopelliti, Luigi Fedele, Giuseppe Bova, che hanno servito l'Assemblea in momenti spesso difficili, con impegno e dedizione. Un saluto alla Chiesa calabrese, e ai suoi pastori, che svolgono nella Regione una costante e preziosa funzione di monito e stimolo positivo per tutta la politica e per la societa' civile nel percorso di crescita sociale e morale. Onorevoli colleghi - ha detto Talarico - per quanto mi riguarda ho una precisa identita' politica. E ne sono anche orgoglioso. Ma sono fermamente convinto che si debba adempiere a questo delicato ruolo con rigore ed equilibrio, nella assoluta parita' di diritti tra tutti i consiglieri. Per questo, nell'esercizio della mia funzione, pur riconoscendomi espressione di una maggioranza ben definita, ''imparzialita' sara' la mia guida, la mia linea direttrice. Questo e' lo spirito che mi anima ed e' l'impegno che assumo con tutti voi. Maggioranza e minoranza, in un'Assemblea parlamentare, hanno funzioni paritariamente preziose. Entrambe devono essere svolte compiutamente e il mio dovere sara' quello di agevolare al massimo questo lavoro: chi governa deve poter operare, con rapidita' ed efficienza, attraverso decisioni e gestioni trasparenti; chi e' all'opposizione deve poter dispiegare tutte le proprie azioni di verifica e controllo, realizzando appieno quelle funzioni di stimolo che sono il sale della vita democratica. Lo dico subito: non saro' notaio ne' mi limitero' a dare e togliere la parola. Sono chiamato a impegnarmi attivamente per il mandato ricevuto, perche' si possa lavorare bene in quest'aula con produttivita' e efficienza, per agevolare il confronto tra i diversi gruppi politici, ma saro' anche impegnato per favorire sinergia e collaborazione tra Giunta e Consiglio e accorciare le distanze che si sono venute a creare negli anni passati. La legislatura che si apre oggi - ha proseguito - dovra' essere di riforme e cambiamenti. Di svolta, come hanno voluto con chiarezza i calabresi il 28 e 29 marzo. Il largo consenso avuto dalla nostra coalizione dev'essere un monito per tutti noi per innescare processi di rinnovamento, sia nel governo della Regione, sia nei processi legislativi a partire dal ruolo fondamentale delle Commissioni permanenti. E' questo quello che si aspettano i Calabresi e noi non possiamo deluderli. Le Regioni, oggi piu' che mai, sono enti fondamentali per lo sviluppo e la crescita dei territori con poteri legislativi esclusivi per effetto della riforma del Titolo V della Costituzione, con una forte stabilita' politica a seguito della Legge Costituzionale 1/99 sull' elezione diretta del Presidente e soprattutto per l'ingente disponibilita' di fondi comunitari da spendere nel prossimo quinquennio. L'ottimizzazione dei processi d'impiego dei fondi strutturali e' la vera sfida che ci attende fino al 2013, per realizzare segni tangibili di progresso, superare la logica dei finanziamenti a pioggia e puntare in maniera chiara e netta alla valorizzazione delle nostre vocazioni territoriali. Onorevoli colleghi, la concomitanza del quarantennale del regionalismo con il Centocinquantesimo anniversario dell'Unita' d'Italia rappresenta un occasione da non perdere, per celebrare le due ricorrenze non in modo rituale ma in termini fattivi e dinamici. L'anniversario dell'unita' d'Italia, ripropone il tema del divario Nord-Sud, tra regioni ricche e povere. Questo impone un percorso virtuoso di crescita se non vogliamo un paese a due velocita'. La Calabria non vuole assistenzialismo o prebende ma pretende interventi in favore delle infrastrutture incominciando dalla Salerno-Reggio Calabria, dalla 106, dal completamento dell'alta velocita'. E tutti, a cominciare da quanti siamo stati eletti in quest'Aula, dobbiamo sentirci impegnati, nelle rispettive postazioni. Dobbiamo volerlo tutti insieme, senza distinzione di ruoli, nel difficile compito di conciliare una naturale visione di parte politica con il sentimento delle istituzioni. Il federalismo, in quest'ottica, puo' anche rappresentare un'opportunita', a patto che ci si rimbocchi le maniche e si affrontino i problemi sul tappeto, senza vittimismi. Dovremo dedicarci al rinnovamento e alla razionalizzazione dei nostri apparati, sia quelli burocratici sia quelli normativi, appuntamenti che in piu' d'una occasione abbiamo disatteso. Per la buona politica e la buona amministrazione sono indispensabili uffici funzionali, efficienti ed efficaci, che premino il merito e l'operosita'''.