Regione, Pasquale Tripodi su agrumicoltori

REGGIO CALABRIA - "Il settore agro-alimentare in Calabria versa in una grave crisi, principalmente dovuta agli ingenti danni ai terreni ed alle colture causati dalle varie precipitazioni atmosferiche, dalle alluvioni e dai nubifragi che hanno interessato la nostra regione". Cosi il consigliere regionale dell'Udc, Pasquale Tripodi. "Tuttavia - prosegue - dobbiamo registrare con immenso rammarico, che gli organi competenti non sono intervenuti in merito alla questione, adottando per tutti gli agrumicoltori delle diverse province calabresi le medesime misure di sostegno. In particolare, mi riferisco alle deliberazioni della Giunta Regionale n. 463 del 24 luglio 2009,  avente per oggetto la richiesta al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del carattere eccezionale dello stato di calamità naturale della provincia di Cosenza e la delibera regionale  n. 480 del 24 luglio 2009, con la quale la Regione si impegna a trasferire alla Provincia di Cosenza le risorse finanziarie, previa declaratoria dello stato di calamità naturale da parte del Governo. Mi chiedo, pertanto, per quali ragioni la Regione Calabria non abbia inteso attivare la medesima procedura anche per gli agrumicoltori della Piana di Gioia Tauro della provincia di Reggio Calabria, anch’essa flagellata dai forti avvenimenti calamitosi, anche recenti. Sono forse essi figli di un Dio minore? Il comparto agricolo reggino vive un momento di seria difficoltà, tanto che i danni prodotti nel settore agricolo stanno compromettendo la produzione agrumaria e ortofrutticola, con gravissime perdite per gli agricoltori. Le ricadute, inoltre, nel tessuto socio-economico della nostra regione sono ovvie ed è, pertanto, necessario intervenire in modo celere e specifico, al fine di evitare l’ulteriore aggravarsi della situazione. Bisogna agire, anche mediante l’attivazione di misure di tutela di tutti i soggetti che rientrano in uno stato di necessità, senza distinzioni di sorta. Nel momento in cui, si presentano circostanze di una tale entità non solo per quanto riguarda la realtà produttiva agricola calabrese, che traina l’economia della nostra regione, ma anche quando sono a rischio attività che assicurano posti di lavoro. Sulla scia di tali considerazioni, non è accettabile una discriminazione da parte di un organo che dovrebbe essere garante di tutta la comunità calabrese. A tal proposito, chiederò formalmente al Presidente della Giunta regionale e all’assessorato competente, di attivare subito tutti i provvedimenti del caso, affinché anche la provincia di Reggio Calabria possa usufruire delle dovute e appropriate forme di sostegno regionale e nazionale".
 

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