"Il Mezzogiorno può e deve ripartire e ha bisogno d'una Calabria forte cha sconfigga la criminalità "
 Panorama suggestivo quello che accoglie da venerdì (si chiude oggi) il popolo dell'Udc in Sila, nella tre giorni dove protagonisti sono soprattutto i giovani, provenienti da tutta Italia. E per l'occasione Lorica s'è addobbata a festa, ma con le bellezze paesaggistiche che si ritrova non s'è dovuta sforzare più di tanto, affascinante com'è, incastonata tra alberi secolari e un lago dall'atmosfera mitica degno dei racconti di Tolkien. Clima gelido date le temperature polari registrate in questo periodo sull'Altopiano silano, reso caldo dagli interventi appassionati dei vertici nazionali del partito, giunti appositamente in territorio cosentino per salutare quanti hanno inteso partecipare a un evento travestito da meeting. Il meeting dei giovani, appunto, ai quali è affidato il futuro dello Scudocrociato.
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Di rinnovamento della classe dirigente ha parlato ieri, non a caso, il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, che si è intrattenuto nell'amena località montana per tutta la durata della manifestazione, iniziata venerdì tra faggiolate sulle neve, karaoke e attività ludiche, per proseguire il giorno successivo, cioè ieri, con convegni e dibattiti e concludersi oggi. A fare da sfondo al raduno il capannone della ex Opera Sila, ricadente nel Comune di Serra Pedace, pronto a ricevere tesserati, iscritti e simpatizzanti in questo fine settimana condito anche da interventi piccati verso una certa classe politica.
Lo stesso segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, prendendo parte a un incontro a Catanzaro e parlando davanti ai giornalisti, s'è detto contrariato della scelta operata dall'uscente sindaco Michele Traversa, che al ruolo di primo cittadino ha preferito i banchi del Parlamento. «Siamo amareggiati e delusi per quanto accaduto nella città capoluogo di regione, perchè un sindaco appoggiato da noi e avendo ottenuto il 65% dei voti non può fare quello che ha fatto».
Concetto ribadito da Cesa pure durante il meeting silano e ripreso da Casini. Visibilmente soddisfatti il deputato Roberto Occhiuto e l'assessore regionale all'Agricoltura, Michele Trematerra, ritenuti i veri artefici dell'appuntamento organizzato a Lorica. Così come raggiante di gioia era il neo segretario bruzio, Gino Pagliuso, che sull'Altopiano ha portato i componenti del comitato provinciale fresco di nomina. Non sono voluti mancare il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, alcuni membri della sua squadra, consiglieri regionali ed esponenti delle istituzioni ai vari livelli con la tessera dell'Udc in tasca.
Tutti a condividere il discorso intavolato dal leader Casini, che ha sviscerato numerose problematiche. Introducendo il tema delle liberalizzazioni, ad esempio, Casini ha chiarito: «Per qualcuno è un decretino, per altri un decretone. Ma se era così semplice fare le liberalizzazioni, perchè Prodi e Berlusconi non le hanno fatte?». Bordate bipartisan, tanto per sancire, forse, l'appartenenza a un terzo polo in via di sperimentazione. Un monito al Governo Monti. «Si deve chiedere al presidente del Consiglio di partire dal Mezzogiorno per la crescita italiana». Chiaro il riferimento ai tagli dei convogli praticati da Trenitalia. Ventuno "bolidi" delle strade ferrate decapitati, con gravi ripercussioni per una Calabria sempre più isolata e terra di nessuno.
Il discorso delle Ferrovie – ha incalzato Casini – è punto integrante di questa rinascita del Mezzogiorno che non possiamo bloccare tagliando in modo aritmetico, perchè sono importanti i numeri ma è importante anche la crescita». Restando sull'argomento, il leader dell'Udc ha chiosato: «Bisogna ripartire ed il Mezzogiorno ha bisogno di una Calabria forte che batta la criminalità organizzata che ormai è come un tumore che sta infettando tutto il Paese.
Essere qui – ha aggiunto – è molto importante. Siamo convinti che la Sila porterà bene perchè qui c'è la montagna, cioè quel concentrato di sentimenti positivi, di generosità , altruismo e anche di grande serietà che la Calabria sa esprimere.
La Calabria può ripartire, bisogna dare un messaggio di coraggio e di speranza. Non ci si può ripiegare nel vedere le cose che non vanno in modo fatalistico». Oggi chiuderà la convention alle 10.30 il segretario provinciale Gino Pagliuso.
Salvatore Summaria
Fonte: La Gazetta del Sud del 22 Gennaio 2012